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	<title>Mutui dalla A alla Z</title>
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	<description>Confronta offerte mutui online : mutuo casa ai migliori tassi</description>
	<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 07:33:29 +0000</pubDate>
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		<title>Famiglie italiane sempre più indebitate</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 07:33:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo i dati resi pubblici dalla Cgia di Mestre l&#8217;indebitamento delle famiglie italiane dal momento dell&#8217;introduzione dell&#8217;euro è praticamente raddoppiato, avendo raggiunto a dicembre 2007 una media di 15.765 euro a famiglia su base nazionale, con punte che superano i 21.000 euro nelle grandi aree metropolitane come Roma e Milano, facendo registrare una crescita del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati resi pubblici dalla Cgia di Mestre l&#8217;indebitamento delle famiglie italiane dal momento dell&#8217;introduzione dell&#8217;euro è praticamente raddoppiato, avendo raggiunto a dicembre 2007 una media di 15.765 euro a famiglia su base nazionale, con punte che superano i 21.000 euro nelle grandi aree metropolitane come Roma e Milano, facendo registrare una crescita del 93,28% rispetto al 2002. Uno studio precedente della stessa Cgia aveva evidenziato come già nel 2006 il 78% delle famiglie italiane non fosse riuscito più a risparmiare trovandosi anzi costretto a ridurre i propri consumi per riuscire ad arrivare alla fine del mese, quantificando in circa 500.000 le famiglie italiane sovraindebitate o sotto usura.</p>
<p>Le famiglie italiane stanno perciò continuando ad indebitarsi sempre più, anche se la situazione risulta per certi versi meno drammatica rispetto agli Stati Uniti dove il debito medio delle famiglie ha ormai superato gli 84.000 euro, ma il peggiore campanello di allarme arriva dall&#8217;analisi della natura dell&#8217;indebitamento. In Italia le ragioni per le quali si domanda denaro a prestito sono infatti costituite sempre meno da investimenti a lungo o medio termine quali mutui per l&#8217;acquisto della casa o da crediti finalizzati ad acquistare beni di consumo dal costo estremamente elevato come autovetture o componenti d&#8217;arredo, e sempre più dalla cessione del quinto dello stipendio, da prestiti non finalizzati come le carte di credito revolving o da prestiti finalizzati all&#8217;acquisto di beni e servizi che negli anni passati risultavano voci marginali nell&#8217;ambito dei finanziamenti, quali viaggi, spese mediche, palestre, piccoli elettrodomestici e beni di consumo dal costo relativamente basso. Pur in una situazione di pesante riduzione dei consumi, dai dati relativi al 2007 emerge infatti l&#8217;estrema vivacità del credito al consumo, cresciuto dell&#8217;11,3% (+ 12,8% per quanto riguarda la cessione del quinto dello stipendio) contro l&#8217;8,7% del mercato dei mutui, arrivando a sfiorare il 20% dell&#8217;indebitamento totale per una cifra di circa 100 miliardi di euro.</p>
<p>Il ricorso al credito da parte delle famiglie italiane, il cui indebitamento medio ha ormai superato il 50% del reddito disponibile, sta pertanto continuando a crescere, pur alla luce della vistosa contrazione dei consumi, risultando sempre più indirizzato a contenere, almeno in parte, la progressiva perdita del potere di acquisto di salari e pensioni. Sempre più spesso ci si indebita per riuscire a fare la spesa l&#8217;ultima settimana del mese, per comprare i libri di scuola ai figli, per andare comunque in vacanza una settimana, per non rinunciare alla palestra o ad una cena con gli amici, per riparare l&#8217;auto, per fare tutte quelle cose che fino a qualche anno fa rientravano nell&#8217;ambito della capacità di spesa di una famiglia dal tenore di vita normale ed ora necessitano di un accesso al credito. Sempre più spesso ci si indebita per aiutare economicamente i figli ormai in età adulta che non riescono a trovare lavoro, tanto che stanno crescendo in maniera esponenziale le formule di finanziamento orientate alla categoria dei pensionati e destinate a questo scopo. Ci si indebita per allontanare la consapevolezza del fatto che si sta diventando sempre più poveri, più infelici, più indebitati e più ricattabili, perché proprio sulla libertà di scelta finisce per ripercuotersi il costo più grave di una vita a credito.</p>
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		<title>Il secondo decreto Bersani sui Mutui (Bersani bis)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 07:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel secondo decreto Bersani si è intervenuto, invece, sui mutui per l&#8217;acquisto della prima casa. È stato, anzitutto, previsto il divieto di applicazione di clausole penali nel caso in cui il cliente richieda l&#8217;estinzione anticipata o parziale del contratto di mutuo e, in secondo luogo, è stata disciplinata la possibilità di rinegoziare le condizioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel secondo decreto Bersani si è intervenuto, invece, sui mutui per l&#8217;acquisto della prima casa. È stato, anzitutto, previsto il divieto di applicazione di clausole penali nel caso in cui il cliente richieda l&#8217;estinzione anticipata o parziale del contratto di mutuo e, in secondo luogo, è stata disciplinata la possibilità di rinegoziare le condizioni del mutuo presso la propria banca e la surrogazione del mutuo (c.d. «portabilità» del mutuo) cioè il trasferimento del mutuo ad un&#8217;altra banca disposta a praticare condizioni migliori. In entrambi i casi, le norme tendono a favorire la possibilità per il mutuatario di sciogliere il vincolo contrattuale senza oneri o spese e «trasportare» il finanziamento presso una banca diversa a condizioni più vantaggiose. C&#8217;è, comunque, da dire che mentre l&#8217;operazione di rinegoziazione è del tutto senza oneri, l&#8217;operazione di surroga non è di fatto completamente gratuita essendo necessario l&#8217;intervento del notaio la cui parcella - come da impegno del Consiglio Nazionale del Notariato - è comunque limitata ad alcune centinaia di euro e la cui spesa viene nella maggior parte dei casi sostenuta dalla nuova banca che subentra per acquisire il cliente.<br />
Ma che fatica, convincere le banche che questa era la strada indicata dal legislatore: a più di un anno dall&#8217;entrata in vigore di queste norme, infatti, sono poche le banche che attuano la rinegoziazione e la «portabilità» del mutuo senza oneri per i risparmiatori tanto che l&#8217;Antitrust ha aperto ben ventitrè istruttorie a carico delle banche più importanti.</p>
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		<title>A gli italiano non piacciono i servizi bancari?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 07:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[italiani e mutui]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente perché i costi sono i più cari d&#8217;Europa e perché, da noi, non c&#8217;è vera concorrenza tra gli operatori. Per questo, forse, tra le lenzuolate di Pierluigi Bersani le più apprezzate dai consumatori sono state quelle in materia bancaria.
Con il decreto sulle liberalizzazioni del 2006 è stata, infatti, prevista l&#8217;abolizione delle spese di chiusura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente perché i costi sono i più cari d&#8217;Europa e perché, da noi, non c&#8217;è vera concorrenza tra gli operatori. Per questo, forse, tra le lenzuolate di Pierluigi Bersani le più apprezzate dai consumatori sono state quelle in materia bancaria.</p>
<p>Con il decreto sulle liberalizzazioni del 2006 è stata, infatti, prevista l&#8217;abolizione delle spese di chiusura del conto corrente. Ma, si sa,  non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire.</p>
<p>Con una nota del 21 Febbraio 2007 il Ministero è stato costretto a precisare che la disposizione si applica a tutti i contratti a tempo indeterminato o a esecuzione continuata o periodica come il conto corrente, il deposito titoli in amministrazione (conto titoli), l&#8217;apertura di credito, il bancomat e la carta di credito con esclusione del contratto di mutuo ( per i quali sono stati adottati provvedimenti specifici ).</p>
<p>Da notare che il divieto di applicare le spese di chiusura riguarda sia le spese espressamente indicate dal contratto come «costi di chiusura», sia quelle relative a servizi aggiuntivi richieste dalla banca al cliente in occasione dell&#8217;estinzione del rapporto (es. conteggi di liquidazione, trasferimento dei titoli presso un altro istituto). A giudicare dai reclami che pervengono all&#8217;Unione Nazionale Consumatori, comunque, molti clienti si vedono richiedere somme non dovute proprio per scoraggiare la chiusura del conto.</p>
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		<title>Crisi mutui: segnali di stabilità per il mercato dei mutui</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 07:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nessuna drammatica crisi per il mercato dei mutui italiani. Nel 2007 il credito destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni presenta un volume di erogazioni in linea con quello dell’anno precedente. Una differenza negativa di soli 150 milioni di euro che in termini percentuali (-0,23%) conferma la stabilità del mercato con un valore di flussi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna drammatica crisi per il mercato dei mutui italiani. Nel 2007 il credito destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni presenta un volume di erogazioni in linea con quello dell’anno precedente. Una differenza negativa di soli 150 milioni di euro che in termini percentuali <strong>(-0,23%)</strong> <strong>conferma la stabilità del mercato</strong> con un valore di flussi erogati che ha raggiunto complessivamente <strong>62,7 miliardi </strong>di Euro.<br />
È quanto emerge dall’ultimo studio effettuato dal gruppo Kiron-Tecnocasa sul segmento dei mutui in Italia. Secondo i dati dell’ultimo trimestre, si evidenzia una crescita del volume dell’erogato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3%).</p>
<p>In crescita le macro aree dell’Italia Nord-Occidentale (+3%) e quella insulare (+1,9%), che conferma l’andamento positivo registrato già nei primi tre trimestri del 2007 (+1,7%). Il calo maggiore invece si registra nell’area Nord-Orientale (-2,8%).<br />
Per quanto riguarda il valore dell’entità dei finanziamenti richiesti in Italia al gruppo Kiron per l’acquisto della prima casa si evidenzia addirittura una crescita.</p>
<p>Dopo le tre battute di arresto, l’importo mostra un aumento nei primi mesi del 2008 e se consideriamo un periodo di tempo di un anno, rispetto all’ultimo dato pubblicato da Banca d’Italia, otterremo una crescita dell’8% delle consistenze.<br />
Andando ad analizzare l’importo medio erogato, osserviamo come continui la diminuzione di tale valore. Il mutuo medio, che nel corso del 2007 era pari a 123.000 euro, si è ridotto ancora per arrivare a quota 121.000 euro. Questo si deve soprattutto ad una diminuzione della capacità di spesa delle famiglie, ma anche dalla fase riflessiva del mercato immobiliare.</p>
<p>Bisogna considerare poi che da regione a regione la media dei valori erogati cambia in modo significativo. In Toscana, l’area in cui l’entità dei mutui è più alta, il finanziamento medio è di 145.000 euro, mentre in Basilicata con 86.000 euro è la regione con la cifra media concessa più bassa d’Italia. Un dato che evidenzia ancora una volta la differenza dei valori immobiliari nel Paese.</p>
<p>L’incremento del costo del denaro, dovuto alle recenti tensioni dei mercati finanziari, ha portato i mutuatari a preferire il tasso fisso, scelto al momento da 7 famiglie su 10. La forbice tra i due tassi si è infatti assottigliata nel corso degli anni e se fino a poco tempo fa si pensava ad un taglio del costo del denaro, oggi l’inflazione, che corre ben oltre il 2% a causa dei prezzi delle materie prime, rende molto difficile prevedere come si comporterà la Banca Centrale Europea.<br />
In sostanza, non c’è stata la frenata dei mutui che ci si aspettava e nel prossimo futuro giocheranno un ruolo fondamentale i provvedimenti della Banca Centrale Europea in merito ai tassi d’interesse.</p>
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		<item>
		<title>Mutui, rinegoziazione gratuita dal notaio</title>
		<link>http://mutui.dallaaallaz.net/guida-mutui/mutui-rinegoziazione-gratuita-dal-notaio/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 07:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Niente costi notarili per la rinegoziazione del mutuo casa. È quanto prevede la bozza d’intesa tra il Consiglio nazionale del notariato e il Ministero dell’Economia e delle Finanze per chi utilizza la formula della rinegoziazione convenzionata. Si pagheranno soltanto le spese.
La procedura gratuita si riferisce a tutti coloro che hanno sottoscritto mutui per acquisto, ristrutturazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente costi notarili per la rinegoziazione del mutuo casa. È quanto prevede la bozza d’intesa tra il Consiglio nazionale del notariato e il Ministero dell’Economia e delle Finanze per chi utilizza la formula della rinegoziazione convenzionata. Si pagheranno soltanto le spese.</p>
<p>La procedura gratuita si riferisce a tutti coloro che hanno sottoscritto mutui per acquisto, ristrutturazione e costruzione dell’abitazione principale entro il 30 giugno 2008, per i quali è prevista la rinegoziazione convenzionata. A seguito del protocollo d’intesa tra Abi e Ministero dell’Economia e delle Finanze infatti si può stabilizzare l’importo delle rate dei mutui a tasso variabile, applicando ad essi il tasso di interesse medio del 2006. La rata tornerà così all’importo di due anni fa, mentre la differenza tra l’ammontare attuale e quello risultante dalla rinegoziazione verrà addebitata su un conto accessorio (al quale verrà applicato un tasso pari all’<em>Irs</em> a 10 anni, più uno <em>spread</em> dello 0,5%). Nel caso in cui i tassi dovessero salire, la durata del finanziamento verrà estesa.</p>
<p>I notai si impegnano così ad effettuare a costo zero la portabilità dei mutui con il solo rimborso delle spese.  “<em>Per il senso di responsabilità che ci deriva dall’essere parte del sistema giustizia, delegati dallo Stato al controllo di legalità, e su indicazioni che già a suo tempo l’Antitrust aveva evidenziato</em> - ha dichiarato <strong>Paolo Piccoli</strong>, presidente del Consiglio nazionale - <em>il Notariato si fa carico della situazione di emergenza sociale causata dall’aumento dei mutui e si adopererà a favore delle persone e famiglie in difficoltà</em>”.</p>
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		<title>Mutuo a tasso variabile con rata protetta</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 07:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[mutui rata protetta]]></category>

		<category><![CDATA[mutui tasso variabile]]></category>

		<category><![CDATA[rata protetta]]></category>

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		<description><![CDATA[È un mutuo a tasso variabile con dei meccanismi che limitano la variabilità dell&#8217;importo della
rata. Le clausole contrattuali recitano più o meno così: &#8220;Il tasso è variabile in funzione
dell&#8217;andamento dell&#8217;Euribor.
In ogni caso l&#8217;importo della nuova rata non potrà essere superiore alla rata precedente aumentata di una percentuale pari all&#8217;indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Se alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un mutuo a tasso variabile con dei meccanismi che limitano la variabilità dell&#8217;importo della<br />
rata. Le clausole contrattuali recitano più o meno così: &#8220;Il tasso è variabile in funzione<br />
dell&#8217;andamento dell&#8217;Euribor.</p>
<p>In ogni caso l&#8217;importo della nuova rata non potrà essere superiore alla rata precedente aumentata di una percentuale pari all&#8217;indice ISTAT dei prezzi al consumo.</p>
<p>Se alla fine del periodo di ammortamento, in conseguenza della limitazione di possibilità di aumento della<br />
rata, il debito non è stato ancora estinto, la durata del mutuo si protrarrà sino all&#8217;estinzione del<br />
debito&#8221;.</p>
<p><strong>A chi è consigliato: </strong>a coloro che intendono cogliere le opportunità di un mutuo a tasso variabile,<br />
ma che non possono permettersi rialzi indiscriminati della rata.<br />
<strong>Aspetti positivi:</strong> il tasso variabile è più basso di un tasso fisso. In ogni caso, in caso di rialzo dei<br />
tassi, il mutuatario subirà aumenti contenuti.<br />
<strong>Aspetti negativi:</strong> il fatto di non sapere con certezza quando, finalmente, avrà estinto il debito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mutuo a tasso fisso con rata crescente</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 07:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida Mutui]]></category>

		<category><![CDATA[rata crescente]]></category>

		<category><![CDATA[tasso fisso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha il medesimo funzionamento del tasso variabile a rata crescente, con la differenza che, in questo
caso, il tasso è fisso.
A chi è consigliato: a chi è agli inizi della propria carriera ed ha aspettative di reddito in crescita o
che, comunque, abbia esigenza di pagare rate di importo ridotto per alcuni anni.
Aspetti positivi: rate iniziali basse.
Aspetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha il medesimo funzionamento del tasso variabile a rata crescente, con la differenza che, in questo<br />
caso, il tasso è fisso.<br />
<strong>A chi è consigliato:</strong> a chi è agli inizi della propria carriera ed ha aspettative di reddito in crescita o<br />
che, comunque, abbia esigenza di pagare rate di importo ridotto per alcuni anni.<br />
<strong>Aspetti positivi:</strong> rate iniziali basse.<br />
<strong>Aspetti negativi:</strong> le rate finali sono molto elevate.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mutuo a tasso variabile con rata crescente</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 07:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida Mutui]]></category>

		<category><![CDATA[rata crescente]]></category>

		<category><![CDATA[tasso variabile]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo tipo di mutuo, anche nel caso in cui il tasso non subisca variazioni, il piano
d’ammortamento prevede in ogni caso rate d’importo crescente. Le prime rate sono d’importo
molto basso ed aumentano gradualmente, come previsto dalle clausole contrattuali.
È un mutuo ideato per chi possiede un reddito basso, ma con previsione di miglioramenti nel futuro
prossimo   (promozioni,   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo tipo di mutuo, anche nel caso in cui il tasso non subisca variazioni, il piano<br />
d’ammortamento prevede in ogni caso rate d’importo crescente. Le prime rate sono d’importo<br />
molto basso ed aumentano gradualmente, come previsto dalle clausole contrattuali.<br />
È un mutuo ideato per chi possiede un reddito basso, ma con previsione di miglioramenti nel futuro<br />
prossimo   (promozioni,   scatti   d&#8217;anzianità,   consolidamento    di  un&#8217;attività  imprenditoriale    o<br />
professionale ecc. ecc.).<br />
Chi decide di prendere un mutuo a rata crescente, per pagare rate iniziali più basse di quelle di un<br />
classico mutuo con ammortamento alla francese (caratterizzato da rate periodiche costanti), deve<br />
mettere in preventivo che le rate finali saranno d&#8217;importo notevolmente superiore rispetto a<br />
quest&#8217;ultimo. Se un mutuo tradizionale prevede una rata di rimborso di 100, le rate iniziali di un<br />
mutuo a rata crescente saranno magari di 70, ma le rate finali saranno probabilmente pari a 140 o<br />
più.<br />
<strong>A chi è consigliato:</strong> a chi è agli inizi della propria carriera ed ha aspettative di reddito in crescita o<br />
che, comunque, abbia esigenza di pagare rate di importo ridotto per alcuni anni.<br />
<strong>Aspetti positivi:</strong> rate iniziali basse.<br />
<strong>Aspetti negativi:</strong> le rate finali sono molto elevate.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mutuo a gestione autonoma</title>
		<link>http://mutui.dallaaallaz.net/guida-mutui/mutuo-a-gestione-autonoma/</link>
		<comments>http://mutui.dallaaallaz.net/guida-mutui/mutuo-a-gestione-autonoma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 07:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida Mutui]]></category>

		<category><![CDATA[mutuo gestione autonoma]]></category>

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		<description><![CDATA[È un mutuo a tasso variabile o, potenzialmente, a tasso fisso (potenzialmente in quanto solitamente
sono stipulati a tasso variabile). A differenza dei mutui tradizionali, dove l’importo della rata è
comprensivo di una quota a titolo di interessi ed una quota a titolo di capitale, nei mutui a gestione
autonoma la rata è composta dai soli interessi.
Il capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un mutuo a tasso variabile o, potenzialmente, a tasso fisso (potenzialmente in quanto solitamente<br />
sono stipulati a tasso variabile). A differenza dei mutui tradizionali, dove l’importo della rata è<br />
comprensivo di una quota a titolo di interessi ed una quota a titolo di capitale, nei mutui a gestione<br />
autonoma la rata è composta dai soli interessi.<br />
Il capitale sarà rimborsato liberamente, in base alle disponibilità finanziarie del mutuatario. Le<br />
condizioni contrattuali di questo mutuo possono essere del tipo: “Il mutuo è concesso per una<br />
durata di 20 anni al tasso nominale annuo del 5%, variabile trimestralmente in funzione<br />
dell’andamento dell’Euribor + 1,5% di spread.</p>
<p>Il mutuatario è tenuto al pagamento mensile dei soli interessi. Il capitale potrà essere rimborsato con quote non inferiori a ! 2.582,28 (L. 5.000.000) e nel rispetto delle seguenti condizioni: almeno il 25% del capitale dovrà essere rimborsato entro il 10° anno; almeno il 50% dovrà essere rimborsato entro il 15° anno; il rimanente 50% dovrà essere restituito entro il 20° anno”. Facciamo ora un esempio comparativo fra un tradizionale mutuo a tasso variabile ed un mutuo a gestione autonoma, per evidenziarne i diversi meccanismi.</p>
<p><strong>A chi è consigliato:</strong> ai lavoratori autonomi che sono titolari di redditi estremamente variabili; a<br />
tutti coloro che prevedono di avere entrate straordinarie di capitale e a chi è alla ricerca della<br />
speculazione (vediamo nella pagina successiva un esempio di come è possibile guadagnare in<br />
questa circostanza).<br />
<strong>Aspetti positivi:</strong> impegno mensile di importi relativamente bassi, lasciando la libertà di rimborsare<br />
il capitale in momenti migliori.<br />
<strong>Aspetti negativi:</strong> con questo tipo di mutuo, se non si è più che organizzati, si corre il rischio di<br />
arrivare alle scadenze contrattuali senza aver accantonato le somme necessarie al rimborso del<br />
capitale.</p>
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		<title>Mutuo a tasso rinegoziabile</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 07:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida Mutui]]></category>

		<category><![CDATA[mutuo rinegoziabile]]></category>

		<category><![CDATA[mutuo tasso rinegoziabile]]></category>

		<category><![CDATA[tasso interesse rinegoziabile]]></category>

		<category><![CDATA[tasso rinegoziabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mutuo a tasso rinegoziabile è stipulato a tasso fisso. Il tasso rimane fisso per un periodo
predeterminato. Dopo tale periodo il mutuatario deve scegliere se tramutare il mutuo in tasso
variabile o convertirlo in tasso fisso alle condizioni in vigore al momento della rinegoziazione.
È molto importante fare attenzione all&#8217;ultima frase in grassetto. Non è vero, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mutuo a tasso rinegoziabile è stipulato a tasso fisso. Il tasso rimane fisso per un periodo<br />
predeterminato. Dopo tale periodo il mutuatario deve scegliere se tramutare il mutuo in tasso<br />
variabile o convertirlo in tasso fisso alle condizioni in vigore al momento della rinegoziazione.<br />
È molto importante fare attenzione all&#8217;ultima frase in grassetto. Non è vero, al contrario di come<br />
pensano in molti, che se si decide di non passare al tasso variabile si mantengono le condizioni<br />
iniziali di mutuo. In ogni caso, anche se il mutuatario decide di mantenere un tasso fisso, il mutuo è<br />
rinegoziato alle condizioni del momento.</p>
<p>La clausola contrattuale relativa a questo tipo di mutuo<br />
recita circa così: &#8220;Il tasso applicato al presente mutuo è pari al 5,50% e rimane fisso per la durata<br />
di due anni. Dopo tale periodo il mutuatario ha facoltà di scegliere se passare ad un tasso variabile,<br />
in misura pari all&#8217;Euribor, in vigore a quella data, + 1,50% di Spread, o passare ad un tasso fisso,<br />
in misura pari all&#8217;IRS, in vigore a quella data, + 1,50% di Spread&#8221;.<br />
<strong>A chi è consigliato:</strong> a chi non sa che decisione prendere. Col mutuo rinegoziabile rimandano la<br />
scelta ad una data futura avendo, per un certo periodo, la certezza degli esborsi da effettuare.<br />
<strong>Aspetti positivi:</strong> il mutuo è collocato ad un tasso iniziale inferiore rispetto ad un tasso fisso puro,<br />
vi è quindi la possibilità di rinegoziare a condizioni più vantaggiose, solo nel caso in cui i tassi di<br />
riferimento diminuiscano.<br />
<strong>Aspetti negativi:</strong> il mutuo è collocato ad un tasso superiore rispetto ad un tasso variabile. Nel<br />
caso in cui i tassi aumentino, la rinegoziazione avviene a condizioni peggiorative.</p>
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